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Le Scienze

A cura di Claudia Burattelli

Quando allo scadere del 1859 fu stabilito a Firenze l'Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento, le discipline scientifiche erano riunite nelle due sezioni di Scienze naturali e di Medicina e chirurgia; come da esse sono derivate, in linea più o meno diretta, le due Facoltà attuali, cos? le rispettive collezioni librarie hanno dato origine ai nuclei storici delle moderne biblioteche scientifiche dell'Università. La storia di queste collezioni si snoda secondo le medesime piste seguite dalla ricerca e dalla didattica, di cui hanno sempre costituito l?indispensabile supporto. Originate esse stesse da raccolte già ricche di storia, quali la Libreria dell'Ospedale di Santa Maria Nuova in un caso e la Biblioteca del Museo di Fisica e storia naturale nell'altro, hanno più volte modificato sede e composizione secondo le esigenze dettate dal rapido evolversi degli istituti e delle cattedre, approdando alle realtà attuali talvolta in anni anche molto recenti.
Soltanto le vicende della originaria Libreria dell'Ospedale di Santa Maria Nuova sono lineari e coerenti. Istituita formalmente nella seconda metà del XVII secolo nei locali dell'ospedale stesso, a metà Settecento contava già un patrimonio di circa 7000 volumi, salito a 30000 dopo oltre un secolo, negli anni in cui si effettuò il passaggio dal biennio di completamento dei corsi di laurea delle Università di Pisa e di Siena, proprio della Sezione fondata nel '59, all'istituzione del corso di laurea autonomo. Passata senza soluzione di continuità alla Biblioteca della Facoltà di medicina, che nel 1937 ha abbandonato l?antica sede di Santa Maria Nuova per stabilirsi all'interno del Policlinico di Careggi, questa copiosa raccolta ne costituisce l'attuale fondo antico, che ha mantenuto pressoch? inalterata la propria fisionomia originaria.
Completamente diverse le sorti del patrimonio librario della Sezione di Scienze naturali. Costituitosi nella seconda metà del Settecento come sussidio dell'Imperiale e Reale Museo di Fisica e Storia naturale, proveniente in larga misura dagli scaffali della Biblioteca Palatina, arricchitosi nel corso dell'Ottocento con le importanti collezioni dei Targioni Tozzetti e di Philip Parker Webb, ha mantenuto la sua unità soltanto per un decennio. I progressivi distacchi dei vari Istituti e Musei dall'originaria sede della Specola, susseguitisi nel corso degli anni Settanta dell'Ottocento, hanno provocato lo smembramento dell'antica biblioteca; insieme agli strumenti scientifici e ai pezzi museali, anche i libri hanno subito la forza centrifuga delle specializzazioni dei percorsi di studio.
In questa sede vogliamo offrire una minima ma ugualmente significativa campionatura degli importanti fondi storici delle biblioteche afferenti alle due Facoltà: l'ampia raccolta della Biblioteca di Medicina, i più modesti, ma solo quantitativamente, nuclei delle Biblioteche di Antropologia, Biologia animale, Botanica, Geomineralogia, Fisica e Chimica (queste ultime recentemente confluite nella sede comune del Polo Scientifico), la cui momentanea riunione vuole idealmente evocare la perduta biblioteca ottocentesca del grande Museo fiorentino (è del tutto autonomo e moderno, invece, il percorso che ha condotto alla costituzione del fondo antico di Matematica).
Non che l'originaria biblioteca del Museo possa essere ricomposta con la semplice addizione dei fondi che presentiamo: una parte di essa è approdata anche su altri scaffali, come quelli della Biblioteca di Lettere o del Dipartimento di Anatomia umana ed istologia; una parte è presumibilmente andata dispersa attraverso scambi e donazioni effettuate dai suoi stessi responsabili, secondo percorsi ancora tutti da ricostruire. N? la presente esposizione ha la pretesa di offrire una panoramica completa delle collezioni possedute, della produzione scientifica dei protagonisti della cultura scientifica fiorentina, o tantomeno vuole essere una storia sub specie librorum delle discipline studiate a Firenze nei secoli scorsi. Le tre piste sono state appena accennate in questa silloge consapevolmente parziale e frammentaria, che si prefigge innanzitutto di richiamare l?attenzione su un ricco e misconosciuto patrimonio della nostra cultura, per sollecitarne una più attenta conservazione e tutela al fine di garantirne la più ampia e soprattutto duratura fruizione.
Claudia Burattelli

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