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Le Lettere e le Arti

A cura di Maria Enrica Vadalà

I libri che vengono presentati nella sezione Le Lettere e le Arti rappresentano per la maggior parte, all'interno della più vasta Biblioteca Umanistica, che unisce virtualmente le raccolte di cinque differenti biblioteche (attuali sedi di Lettere, Scienze della Formazione, Geografia, Storia e letteratura Nordamericana, Psicologia), la Biblioteca di Lettere, già Biblioteca di Lettere e Filosofia. Si aggiungono alcuni esemplari provenienti dalla Biblioteca di Geografia, la quale è illustrata da uno specifico testo, e dall'Istituto Papirologico Vitelli, costituitosi sull'importante raccolta di Girolamo Vitelli, che è autonomo rispetto alla Biblioteca Umanistica.
In questa sezione, data l'affinità tipologica delle sue raccolte storiche, sono confluiti inoltre i testi che documentano il patrimonio della Biblioteca di Architettura, che invece fa parte della più vasta area tecnologica insieme alla Biblioteca di Ingegneria e a quella di Agraria (attuale Biblioteca di Scienze Tecnologiche). Infatti le sue raccolte contribuiscono, con i materiali musicali e con le opere di interesse archeologico o storico-artistico individuati tra i fondi librari dell'area umanistica, a delineare tra i libri dello Studio un autonomo filone delle arti.
Le collezioni della Biblioteca di Lettere e Filosofia hanno registrato un costante incremento a partire dalla nascita della Facoltà e si accrescono tuttora attraverso donazioni di importanti studiosi. Tuttavia il nucleo storico delle raccolte, ereditato dal Regio Istituto di Studi superiori, rappresenta il vero e proprio biglietto da visita della biblioteca.
La biblioteca venne formandosi a partire dal 1868, come si evince dalla Risposta alla Commissione d'inchiesta sulle biblioteche e i musei (documento del 9 maggio 1882, Archivio del R. Istituto di Studi Superiori): 'La biblioteca di questa sezione' [Filologia e Filosofia] 'incominciò a formarsi nel 1868, quando dopo il Decreto del 22 settembre 1867 furono istituiti i corsi normali per l'abilitazione all'insegnamento delle Lettere, della Storia e della Filosofia nelle scuole secondarie del Regno' ; tuttavia, essendo ancora molto scarse le sovvenzioni, 'i professori dovevano imprestare i propri libri per fare gli esami e per dare aiuto ai giovani nei loro studi'.
Grazie alla munificenza dei primi donatori, tutti eminenti personalità rappresentative della cultura fiorentina e nazionale coeva, nonch? docenti presso l'Istituto, sono documentate, in raccolte di grande interesse tanto scientifico che bibliologico, tutte le discipline che concorsero a delineare la fisionomia della nuova istituzione culturale cittadina. Lo Studio fiorentino, che aveva avuto breve vita nel secolo XIV, rinasceva attraverso l'Istituto di Studi superiori negli anni dell'unità d'Italia e di Firenze capitale, in un rinnovato fervore di studi alimentato dal desiderio di dare nuova definizione metodologica a molte discipline. Il rapporto tra scienze della natura e scienze storiche si rinsaldava in quegli anni, particolarmente a Firenze, grazie a una felice congiuntura che in questa città fece convergere alcuni tra i maggiori filologi, filosofi, linguisti, orientalisti italiani, incanalandone l'attività all'interno della nuova scuola universitaria fiorentina. Si pensi fra gli altri a Michele Amari, David Castelli, Fausto Lasinio, Angelo De Gubernatis, Domenico Comparetti, Girolamo Vitelli, Felice Tocco, Alessandro Levi, Francesco De Sarlo, Alessandro D'Ancona, Ernesto Giacomo Parodi, Achille Coen, le cui biblioteche personali (o le raccolte acquisite col loro contributo) confluirono tutte nella Sezione di Filologia e Filosofia dell'Istituto di Studi Superiori e costituiscono oggi altrettanti fondi della Biblioteca di Lettere e Filosofia.
Qui di seguito si presenta una selezione di opere tratte da alcuni fondi di pregio pervenuti alla biblioteca nella seconda metà sel XIX secolo. Inoltre, a testimonianza di una sempre viva continuità del legame che un? sin dall'inizio docenti, ma anche illustri intellettuali e studiosi alla Facoltà di Lettere e alla sua biblioteca, è sembrato opportuno aggiungere alcuni esemplari novecenteschi tratti da fondi di più recente acquisizione. Si è cercato in tal modo di inserire uno spunto più eminentemente letterario, adatto alla specializzazione tipica di una Biblioteca di Lettere che invece, con le edizioni antiche a stampa mostrate in questa sede, documenta in maniera sorprendente la presenza nelle sue raccolte di un filone scientifico assai forte.
L' interesse di questi libri più recenti è dato anche dal diretto legame col movimento futurista e con i suoi principali rappresentanti. Una brevissima selezione di edizioni prime è stata operata, soprattutto all'interno del fondo Parodi, presentando esemplari dotati delle dediche autografe a Ernesto Giacomo Parodi di Tommaso Marinetti, di Gian Pietro Lucini, di Aldo Palazzeschi.
Maria Enrica Vadalà

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