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De morborum & sanationum causis  (1529)
De humani corporis fabrica  (1543)
Chirurgia  (1544)
De anatome corporis humani  (1611)
Litotomia, ovvero del cavar la pietra  (1707)
Dell'anatomia  (1745)
Trattato chirurgico delle malattie delle mammelle  (1746)
Vasorum lymphaticorum corporis humani historia  (1787)
Anatomia universa  (1823-1831)
Della pazzia in genere, e in specie  (1793-1794)
Nuovi organi scoperti nel corpo humano  (1840)

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Medicina

A Firenze lo studio della medicina, della chirurgia e dell'anatomia ha origine nell'antico Ospedale di Santa Maria Nuova, fondato nel 1288 da Folco di Ricovero Portinari. Da qui ebbe inizio la Scuola medico-chirurgica, che ebbe vita fino al 1859, quando fu creato l'Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento. Oltre alla scuola ospedaliera erano attivi altri due organismi di studi medici: il Collegio medico fiorentino e lo Studium generale. Il primo era parte integrante dell'Arte dei medici e degli speziali ed ebbe vita fino al XIX secolo; fu deputato al rilascio della `matricola' per l'esercizio professionale di medico, di chirurgo e di speziale (l'attuale esame di Stato) e aveva facoltà di controllo sugli esponenti di queste professioni. E' opera del collegio l'istituzione della prima regolamentazione per la preparazione delle complicatissime ricette allora in uso e per la raccolta delle varie piante medicinali. Lo Studium, che aveva il compito di conferire la laurea, fu istituito nel 1321 e chiuso nel 1472, quando venne trasferito a Pisa per volere di Lorenzo de' Medici. Il trasferimento non estinse però la tradizione dell'insegnamento medico a Firenze, che rimase legato alla Scuola medico-chirurgica dell'Ospedale, la quale, seppure con fasi alterne, continuò a svolgere la sua funzione ed annoverò fra i suoi insegnanti nomi insigni.
Il nucleo originario del fondo antico dell'attuale Biblioteca di Medicina proviene proprio dall'Ospedale di Santa Maria Nuova, dove nel 1679 lo spedalingo Michele Mariani riunì in un unico locale, adibito a `Libreria' ad uso degli studenti e insegnanti della scuola ospedaliera, tutti i libri e i manoscritti posseduti dall'Ospedale. Di questi antichi fondi librari, arricchiti successivamente da numerose donazioni ma anche depauperati da molte dispersioni, rimangono centinaia di manoscritti e diverse migliaia di opere a stampa, tra cui undici incunaboli e circa mille cinquecentine. I volumi conservati dalla Biblioteca di Medicina testimoniano l'importante funzione della Libreria di Santa Maria Nuova nell'ambiente scientifico toscano, le cui personalità hanno rivestito un ruolo primario nell'evoluzione delle scienze mediche. La biblioteca conserva opere dei grandi protagonisti del Rinascimento, come Antonio Benivieni, Guido Guidi o André Vesale, che segnarono il passaggio della medicina da scienza empirica a sperimentale, privilegiando il principio della conoscenza diretta del corpo umano e sostituendo alle suggestive teorie umorali galeniche la pratica evidenza della funzione degli organi.
Tra il XVII e il XIX secolo le scienze mediche progredirono sulla strada della convalida sperimentale come l'unica via che conduce alla conoscenza scientifica; la messa a punto di nuovi strumenti, primo fra tutti il microscopio, servirono a facilitare e a rendere più precise le possibilità di ricerca sin dal XVII secolo. In questo contesto Firenze costituì un centro di non secondaria importanza. Nel capoluogo toscano furono attive personalità come Francesco Redi, che unì gli studi medico-anatomici a quelli naturalistici, Marcello Malpighi, iniziatore dell'anatomia microscopica, Vincenzo Chiarugi, tra i primi ad adottare nuovi metodi di cura per le patologie mentali, Paolo Mascagni, autore di preziosi atlanti di anatomia umana realizzati a grandezza naturale, Filippo Pacini, uno dei fondatori della moderna istologia. Non si può infine tacere della figura che grandeggiò alla Scuola fiorentina nel Settecento, Antonio Cocchi. Le sue opere, che spaziano dall'anatomia alla clinica, dalle scienze naturali all'astronomia e alla matematica, fecero di questo erudito una personalità di grande rilievo nell'ambiente scientifico non solo fiorentino ma internazionale. Del Cocchi la Biblioteca di Medicina conserva molte opere a stampa e manoscritte; fra queste ultime, pregevoli per rarità e particolarità, si segnalano le Effemeridi, un diario giornaliero redatto in 103 volumetti dal 1722 e 1744.
Simona De Lucchi

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