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Ippokratous ta euriskomena  (1657)
Recherches physiques sur la nature de l'air  (1776)
Annales de chimie  (1789-1815)
Essai sur la théorie des proportions chimiques  (1819)
Zeitschrift fur analytische Chemie  (1862)
Gazzetta chimica italiana  (1871)
Introduzione allo studio della chimica  (1876)
Einf?hrung in das Studium der Chemie  (1876)

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Chimica

Il primo nucleo dell'attuale biblioteca chimica, fino al 2001 ospitata nella sede di via Gino Capponi (l'antica via San Sebastiano), risale agli anni Settanta dell'Ottocento. Hugo Schiff, chiamato all'Istituto di studi pratici e di perfezionamento dal fisico Carlo Matteucci, ministro dell'Istruzione nel gabinetto Rattazzi, trasformò il vecchio Laboratorio di chimica del Museo di fisica e storia naturale in uno dei migliori istituti di ricerca dell'epoca e ne favorì il trasferimento dai locali ormai inadeguati di via Romana al palazzo della SS. Annunziata. Ad affiancare la cattedra di Chimica nella nuova sede furono costruiti i laboratori e le aule e fu istituita la biblioteca.Il distacco dalla sede originaria del Museo, inevitabile per le accresciute esigenze delle varie discipline, se da un lato ha significato crescita e specializzazione, dall'altro si è risolto anche in un impoverimento del patrimonio librario, e spiega il fatto che la biblioteca odierna rifletta solo parzialmente l'antica ricchezza di un percorso di studio e di ricerca che è stato invece molto vivace a Firenze fin dal XVI secolo.
Dopo essere stata un centro di sviluppo dell'alchimia rinascimentale (fu Marsilio Ficino il primo a tradurre in latino, nel 1471, parte del Corpus di Ermete Trismegisto, il cosiddetto Pimandro; nel 1549 usciva poi la prima traduzione in 'lingua fiorentina' di Tommaso Benci) la città divenne infatti un centro importante per la sperimentazione chimica grazie alla curiosità e all'attenzione dei granduchi medicei, che dimostrarono un interesse speciale per la disciplina e ne favorirono lo sviluppo. Nei laboratori che si venivano istituendo in quegli anni (agli Uffizi, a Boboli), insieme agli strumenti si raccoglievano opere di vario tipo, che spaziavano dalla botanica alla filosofia, dalla mineralogia alla medicina (questi legami spiegano la presenza in biblioteca di un'opera come Magni Ippocratis medicorum facile principis); testi anche piuttosto tecnici come i Ricettari, che contenevano indicazioni sulla fabbricazione di medicamenti, o i cosiddetti Libri de' Secreti, in cui si descrivevano le tecniche di preparazione dei coloranti (il famoso oricello violetto, ad esempio) e di sostanze in uso nelle botteghe artigiane della città.
La Fonderia, vero e proprio gabinetto di ricerca fondato agli inizi del Seicento da Antonio de' Medici nel Casino di San Marco (l'attuale Corte d'Assise e d'Appello), intorno al quale gravitavano studiosi come Antonio Neri, autore di un celebre trattato sull'Arte vetraria (1612), era provvista di una ricca biblioteca chimico-alchemica.
Nel Settecento la ricerca chimica a Firenze viveva una grande stagione: all'inizio del secolo scienziati del calibro di Giovanni Targioni Tozzetti e di Giovanni Arduino (geologo, fondatore della cronostratigrafia) conducevano indagini sulle acque termali e le ricchezze minerarie del granducato. Un impulso decisivo agli studi chimici veniva dato inoltre dall'azione riformatrice di Pietro Leopoldo, che ebbe per la chimica una vera passione. Il bellissimo banco chimico del granduca è tuttora visibile presso il Museo di storia della scienza di Firenze insieme ad alcuni preparati come il Phosphorum urinae e il Lac martin da lui personalmente manipolati. Il granduca creò centri di ricerca e cattedre universitarie (la prima cattedra di Chimica fu istituita a Pisa nel 1757); con la fondazione del Museo di fisica e storia naturale, che custodiva i libri, gli strumenti e le apparecchiature chimiche e fisiche dell'Accademia del Cimento, realizzò a Firenze un luogo culturale dove lo studio e l'insegnamento della chimica trovarono un terreno propizio. Il museo, fornito di un laboratorio di chimica dotato di una strumentazione all'avanguardia per l'epoca (oggi conservata presso il Museo di storia della scienza), divenne un centro di ricerca di grande importanza. Le ricerche di chimica pneumatica e di elettrochimica ivi effettuate misero la chimica toscana in stretto rapporto con quanto avveniva negli stessi anni nei maggiori centri europei. Gli studi di Felice Fontana sull'anidride carbonica e sul perfezionamento degli strumenti di misurazione della salubrità dell'aria furono i primi contributi toscani allo studio dei gas. Negli stessi anni Giovanni Fabbroni (vicedirettore del museo e segretario corrispondente dell'Accademia dei Georgofili) indagava, attraverso l'uso di procedimenti di chimica pneumatica, nuove tecniche di agronomia e coltivazione.
Dalla fine del Settecento in poi la città vide un proliferare di iniziative volte alla stabilizzazione dell'insegnamento della chimica, promosse sia dai Lorena che dai francesi durante la breve parentesi napoleonica. Nel 1807, con la nascita del Liceo di scienze fisiche e naturali, veniva istituita la prima cattedra di chimica teorica; nel 1814 l'insegnamento di chimica passò allo Spedale di Santa Maria Nuova e fu trasformato nel 1819 in cattedra di Chimica farmaceutica e farmacologica. L'insegnamento superiore della chimica continuò con l'istituzione della cattedra di Chimica applicata alle arti presso il Conservatorio delle arti e dei mestieri, poi trasformato in Istituto tecnico toscano (1853). Nel 1859 veniva poi fondato l'Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento, destinato a fornire insegnamento post-universitario: qui, nel 1863, veniva chiamato Hugo Schiff.
L'operato di Schiff, la cui produzione scientifica fu vasta e di risonanza europea, diede un notevole impulso sia alla didattica che alla ricerca chimica. Schiff lasciò alla biblioteca i suoi libri e un gran numero di lavori di studiosi italiani e stranieri che erano in contatto con lui: grazie ai suoi legami con la cultura scientifica europea, sotto la sua guida la biblioteca poté arricchirsi di opere di scienziati come Berzelius (Essai sur la théorie des proportions chimiques et sur l'influence chimique de l'electricité), Scheele, Liebig e molti altri, e delle più prestigiose riviste europee (la Zeitschrift f?r analytische Chemie, diretta da Carl Remigius Fresenius, o gli Annales de chimie, istituiti nel 1789 da Lavoisier, Monge, Berthollet). Nel 1870 Schiff fu anche fra i fondatori della Gazzetta chimica italiana: la copia del primo volume in nostro possesso presenta un'annotazione autografa dello scienziato.
Gabriella Vagnarelli

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