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General trattato di numeri et misure  (1556-1560)
Euclidis Elementorum libri XV  (1557)
Euclide megarense  (1569)
Degli elementi d'Euclide libri quindici  (1619)
Arithmeticorum libri sex  (1621)
Compendio delle regole de' triangoli  (1638)
De maximis et minimis geometrica divinatio  (1659)
Introductio in analysin infinitorum  (1748)
Théorie analytique des probabilités  (1812)

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Matematica

La tradizione degli studi matematici a Firenze si è in gran parte dipanata al di fuori dell'ambito accademico. Nell'Umanesimo, figure quali Paolo e Benedetto dell'Abbaco e Raffaello Canacci non figurarono tra i professori dello Studio, così come, diversi secoli più tardi, Leonardo Ximenes e altri studiosi di spicco del Granducato. D'altra parte, le importanti ricadute di carattere pratico della disciplina hanno fatto sì che fosse presente come parte integrante di altri insegnamenti (è il caso, ad esempio, della medievale Astrologia) e di altri bagagli culturali e professionali: Filippo Brunelleschi studiò matematica a Firenze sotto la guida di Paolo dal Pozzo Toscanelli, mentre Leon Battista Alberti, accanto all'esposizione della prospettiva svolta nel Della pittura del 1435, ha lasciato nei Ludi matematici (1450) un'altra importante testimonianza del suo assiduo interesse per le applicazioni della matematica.
Le profonde connessioni tra matematica e pittura, architettura, ingegneria e altre scienze pratiche sono esemplarmente evidenti nell'intera opera di Leonardo; lo stesso Luca Pacioli, professore di matematica in varie università italiane tra Quattro e Cinquecento, fu allievo di Piero della Francesca.
Proprio al francescano Luca Pacioli (1445-1514), nativo di Borgo San Sepolcro, si deve il primo insegnamento accademico della matematica a Firenze, negli anni 1500-1502, anche se forse non nell'ambito dello Studio fiorentino bensì di quello pisano, in quegli anni provvisoriamente ospitato appunto a Firenze. Sicuramente membri del nostro Studio furono invece Evangelista Torricelli e Vincenzo Viviani, che si succedettero alla cattedra di Matematiche nel diciassettesimo secolo.
L'Istituto di Studi superiori pratici e di perfezionamento non prevedeva l'insegnamento della matematica, che rimaneva prerogativa dell'Università di Pisa. La cattedra fu istituita solo nel 1924, quando l'Istituto fu trasformato in Università e la Facoltà di Scienze fisiche e naturali si ampliò in Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali. E proprio dallo stesso 1924, prima come libero docente di analisi matematica algebrica e infinitesimale e poi, dal 1927, come professore di ruolo, ha svolto la sua attività di insegnamento Giovanni Sansone, eminente figura di docente e studioso, fondatore della Biblioteca dell'Istituto matematico.
Secondo le parole pronunciate dallo stesso Sansone nel 1963, in occasione dell'inaugurazione dell'attuale sede dell'Istituto (ora Dipartimento) in viale Morgagni, la biblioteca fu creata letteralmente dal nulla, annoverando nel 1926, anno della sua istituzione, un solo volume: attualmente ne conta circa 50000, oltre a una cospicua collezione di miscellanea. Oltre all'impulso iniziale del Sansone e alla ordinaria politica di acquisizioni della biblioteca stessa, un notevole apporto all'arricchimento del patrimonio librario si deve a cospicue donazioni, tra cui è doveroso menzionare almeno quella effettuata da Guido Toja, che ha devoluto per disposizione testamentaria alla biblioteca l'intera propria raccolta di opere matematiche (quasi 2000 volumi e oltre 3000 opuscoli), la maggior parte delle quali appartenenti ai secoli XVI-XIX.
Claudia Burattelli

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