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Ephemerides  (1484)
Tabulae novae iuxta Tychonis rationes elaboratae  (1619)
Efemeride dei moti celesti  (1583)
Progymnasmata physica  (1663)

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Biblioteca palatina mediceo-lotaringia


Che ricche e complesse vicende intreccino la storia dei fondi librari del Regio Istituto di Studi Superiori (poi Università degli Studi) alle vicende culturali fiorentine è testimoniato, fin dal primo costituirsi delle raccolte, dalla confluenza nel patrimonio dell'Ateneo dei libri provenienti dalla biblioteca mediceo-palatina ereditata dai Lorena (lotaringia). I primi libri del rinato Studio fiorentino, ossia del Regio Istituto fondato nel 1859, sono rappresentati proprio dalla collezione personale del Granduca Pietro Leopoldo, che si componeva in parte di opere già raccolte dai Medici a palazzo e che fu incrementata dal Granduca in relazione ai suoi propri interessi culturali. La biblioteca mediceo-lotaringia era stata donata da Pietro Leopoldo alla Magliabechiana nel 1771, per munifica volontà di allargare a tutto il popolo l'accesso alla cultura, ma i testi scientifici, che maggiormente appagavano gli interessi del Granduca e meglio servivano agli scopi del suo personale Gabinetto di fisica, erano rimasti a palazzo. Gradualmente confluiti nella biblioteca del Regio Museo di fisica e storia naturale, fondato da Pietro Leopoldo in via Romana nel 1775, questi libri subirono, in concomitanza coi rivolgimenti politici del Granducato, alterne vicende di aggregazione e scomposizione. Assorbito il Regio Museo nell'amministrazione dello Stato unitario, essi vennero inglobati nel neonato Regio Istituto di Studi Superiori; successivamente, smembratesi le quattro sezioni originarie dell'Istituto, essi vennero dispersi in differenti sedi.
Una esauriente ricostruzione della Biblioteca palatina mediceo-lotaringia, già individuata per la componente che pertiene alla Biblioteca Nazionale, alla Biblioteca Marucelliana, al Museo di Storia della scienza - che lo ha ricevuto in comodato dall'Istituto di Fisica dell'Università - richiede quindi una ricognizione attenta in tutte le biblioteche dell'Università di Firenze.
Preliminare irrinunciabile è la catalogazione sistematica dei fondi antichi dell'Università. L'esperienza di catalogazione nel sistema SBN, attualmente in corso presso la Biblioteca di Lettere e Filosofia, ha consentito infatti di individuare nel patrimonio antico della biblioteca una discreta quantità di esemplari palatini, tutti dotati di splendide legature originali, che non erano stati riconosciuti come tali, nonostante i timbri di proprietà ne certifichino la provenienza. Il doppio timbro: Med. Palat. Bibl. Caes. e Museo di fisica e Stor. Nat. Di Firenze contrassegna i volumi di origine più antica.
Si espongono in questa sede alcuni esemplari palatini appartenenti alla Biblioteca di Lettere e Filosofia. Essi sottolineano una delle caratteristiche più sorprendenti dei fondi antichi di questa biblioteca: la vasta rappresentatività della componente scientifica. La storia della scienza, in particolare del Seicento fiorentino e toscano, vi è riccamente documentata. Molti specialisti ignorano la possibilità di reperire i propri testi di studio - spesso editiones principes - anche in questa sede, e più in generale ignorano che, per curiose e particolari vicende di costituzione e dispersione di fondi librari, in molti casi è possibile reperire materiale scientifico di pregio nelle Facoltà umanistiche e, viceversa, materiale umanistico di grande interesse e rarità nelle Facoltà scientifiche.
Maria Enrica Vadalà

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