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Les obseruations de plusieurs singularitez  (1555)
Historia naturale, e morale delle Indie  (1596)
Histoire de la Laponie  (1678)
Les six voyages de Jean-Baptiste Tavernier  (1681)
Relazioni d'alcuni viaggi  (1768-1779)
Raccolta de' viaggi intorno al globo  (1787)
Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino  (1792-1797)
Nelle foreste di Borneo  (1902)

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I viaggi naturalistici tra curiosità e osservazione scientifica

Da viaggiatori naturalisti a naturalisti viaggiatori: questo in estrema sintesi l'itinerario che conduce dagli asistematici resoconti di viaggio dei primi esploratori rinascimentali fino alle sempre più precise relazioni delle spedizioni ottocentesche espressamente organizzate a fini scientifici. Dalle scoperte geografiche alle osservazioni etnologiche, dalle raccolte di reperti fossili a quelle di campioni botanici e zoologici, i risultati delle ricerche di viaggiatori ed esploratori costituiscono un capitolo fondante, e tuttora aperto, per lo sviluppo delle scienze naturali. Basti ricordare, del resto, l'importanza che ebbe per la formulazione della sua teoria evoluzionistica il lungo viaggio effettuato da Darwin a bordo del Beagle.
La natura di questa sezione è necessariamente trasversale. L'opera di Pierre Belon, uno dei primi esploratori-naturalisti dell'età moderna, spazia dalle osservazioni sugli usi e costumi delle popolazioni incontrate alla descrizione di animali esotici e singolari; la fondamentale Storia naturale e morale delle Indie, la cui edizione originale vide la luce a Siviglia nel 1590, costituisce non soltanto la prima dettagliata analisi della storia religiosa, sociale e culturale delle civiltà Inca e Atzeca, ma anche un ricco repertorio di osservazioni faunistiche, botaniche, geografiche e climatologiche. Ma nemmeno le spedizioni dei secoli successivi avrebbero perduto questo marcato tratto di interdisciplinarietà. I viaggi del Targioni Tozzetti, ad esempio, sebbene limitati al solo territorio toscano, ebbero finalità molteplici, dalle erborizzazioni allo studio dei fossili di piante e animali, dalle indagini di carattere economico-agrario a quelle storico-artistiche, mentre quelli di Spallanzani, pur di preminente interesse vulcanologico, sono ricchi anche di interessanti osservazioni zoologiche. Ancora alle soglie del ventesimo secolo, le spedizioni di un grande esploratore fiorentino, Odoardo Beccari, sono state feconde di risultati tanto nel settore botanico che in quello zoologico e antropologico.
Claudia Burattelli

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