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Premessa

PREMESSA

I libri dello Studio e dintorni è l'edizione ampliata della mostra I libri dello Studio, che ebbe luogo a Firenze nel gennaio 1998 nell'ambito delle manifestazioni UniverCity [1].
La mostra radunava per la prima volta in un'unica sede esemplari antichi provenienti dalle principali biblioteche dell'Università di Firenze, selezionati all'interno di un patrimonio di rara e preziosa varietà, che oltre ai libri a stampa comprende papiri, carte geografiche, archivi di personalità e di istituzioni, diari, carteggi, disegni di architettura, lastre fotografiche, oggetti d'arte. Parallelamente un'altra iniziativa e uno specifico catalogo andavano documentando [2] più analiticamente questo patrimonio attraverso un capillare censimento condotto sia nelle grandi biblioteche sia nei piccoli fondi librari di Istituto e di Dipartimento, fin nei depositi più trascurati.
L'intento principale della mostra, evidenziato fin dal titolo, era quello di ricongiungere idealmente la storia dei fondi librari dell'Università di Firenze - l'antico Studio fiorentino, cessato e poi risorto nella seconda metà dell'Ottocento con la fondazione dell'Istituto di Studi Superiori - con le problematiche della conoscenza e della valorizzazione dei materiali antichi. Dai libri dello Studio con la S maiuscola, insomma, ai libri dello studio con la s minuscola, cioè alla necessità di far apprezzare e usare quei libri in quanto libri per lo studio.
Dal 1998 ad oggi le biblioteche dell'Università di Firenze hanno conosciuto grandi cambiamenti e nuove aggregazioni. Sono state costituite cinque grandi biblioteche d'area, nate dalla fusione virtuale di sedi fisiche spesso distanti tra loro. Si tratta della Biblioteca Biomedica, della Biblioteca delle Scienze Sociali, della Biblioteca di Scienze, della Biblioteca di Scienze tecnologiche, della Biblioteca Umanistica. Da qui il bisogno di riproporre la mostra come mostra virtuale anch'essa, come punto ideale di confluenza della storia di tutte le biblioteche dell'Ateneo attraverso le vicende del loro scomporsi e del loro riaggregarsi, come riconferma della comune origine nonché dell'importanza della loro componente storica, pur nel delinearsi di una nuova vocazione tecnologica e di altre più moderne dimensioni.
Gli itinerari alla scoperta di questi libri si snodavano tra differenti percorsi. Da un lato la mostra originaria esplorava raccolte intitolate a nomi prestigiosi della cultura toscana e italiana, che fecero dono all'Istituto di Studi Superiori delle proprie raccolte librarie (si pensi tra gli altri a Domenico Comparetti, Philip Parker Webb, Ernesto Giacomo Parodi, Hugo Schiff, Girolamo Vitelli), oppure raccolte costituite da illustri famiglie cittadine (è il caso della importante biblioteca di Girolamo de' Bardi). Dall'altro, attingendo a collezioni altrettanto prestigiose, sceglieva di documentare ambiti disciplinari significativi attraverso un ricco florilegio di esemplari che rappresentavano vere e proprie pietre miliari nella storia delle rispettive discipline: la Medicina, la Geologia, La Botanica, l'Antropologia, apparivano come raggruppamenti disciplinari ab origine, erano cioè le biblioteche stesse che andavano documentando, in quanto coincidevano con le loro raccolte nell'arco cronologico più antico ed esemplificavano - storicamente - le loro specializzazioni.
Nei dintorni dello Studio e del suo erede diretto - l'Istituto di Studi Superiori - si scoprono, attraverso questa nuova edizione della mostra, nuovi e consistenti nuclei di materiali. Si tratta a volte di altri fondi storici, organicamente documentati nella unitarietà della loro costituzione (è il caso dei fondi Devoto e Malvezzi, appartenenti alla grande biblioteca delle Scienze Sociali, che si è venuta recentemente costituendo per aggregazione di tutte le preesistenti biblioteche dell'area giuridico-economica), a volte di nuovi raggruppamenti disciplinari trasversali ai fondi (è il caso dei due filoni della Musica e della Religione, individuati nell'area umanistica). Altri importanti nuclei documentano il patrimonio antico di biblioteche assenti nella mostra originaria: è il caso della Chimica e della Matematica.
Le biblioteche dell'Università si dibattono da tempo tra le prepotenti istanze dell'aggiornamento, che spostano l'accento sui nuovi servizi on line di accesso e di fornitura dei documenti, e l'esigenza di recuperare alla fruizione di un'utenza non solo specialistica il consistente patrimonio storico che è intrinsecamente legato alle vicende costitutive degli Atenei italiani. Il concetto di 'bene culturale' applicato alle raccolte librarie, ben ribadito dal nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio (DL 22 gennaio 2004) e noto alle biblioteche che dipendono dal Ministero dei Beni culturali, ha spesso curiosamente generato un vero e proprio equivoco all'interno delle biblioteche dell'Università, dove le esigenze della tutela e della conservazione che al medesimo concetto si legano sono apparse come un freno alle legittime esigenze dello studio e della ricerca, quindi dell'uso dei materiali, mummificando e cristallizzando le raccolte antiche e storiche entro i depositi e relegandone la descrizione in pochi e poco frequentati cataloghi, a volte incompleti.
A contrastare questa attitudine, la biblioteca digitale appare oggi come lo strumento che consente, oltre alla diffusione presso un più vasto e sparpagliato pubblico del patrimonio storico, la ricomposizione virtuale di fondi dispersi e di materiali fisicamente non aggregati, quindi, nel nostro caso, la ricomposizione ideale di raccolte omogenee che, nate con l'Istituto di Studi Superiori, migrarono successivamente in altre sedi con la nascita dell'Università e delle Facoltà.
Per questa via l'attento ripensamento del concetto di 'fondo' conferma una tendenza già espressa nell'edizione web del Catalogo dei fondi e delle collezioni speciali [3], che registra ben 27 nuove raccolte in aggiunta a quelle già censite nel 1998. In totale (dato ancora parziale) questo nuovo censimento individua 195 collezioni, alcune disperse trasversalmente tra più sedi bibliotecarie, altre sparse all'interno delle sezioni correnti di collocazione nelle singole biblioteche.
Ci auguriamo, dunque, che lo spaccato della storia delle biblioteche dell'Ateneo fiorentino offerto con questa mostra ai lettori fornisca utili spunti di riflessione e tracce per futuri lavori, e inoltre che costituisca una piacevole sorpresa per gli utenti remoti e per gli utenti prossimi, spesso ignari della ricchezza e della varietà di un patrimonio storico che non è ancora del tutto esplorato. A cavallo tra Ottocento e Novecento, come si è detto, molti illustri personaggi donarono le proprie personali raccolte di libri e di carte all'Istituto di Studi Superiori. In molti casi essi erano addirittura i primi titolari in Italia di una cattedra universitaria nei rispettivi insegnamenti, il che accresce evidentemente il valore e la rilevanza scientifica delle loro donazioni. Questa tradizione è tuttora viva: ancor oggi le nostre biblioteche ricevono in dono le collezioni librarie e gli archivi personali di tanti docenti dell'Università, che mostrano un sempre vivo radicamento nell'istituzione accademica e insieme il desiderio di consegnare ai propri allievi una preziosa eredità di studi.
Di queste acquisizioni il Catalogo dei fondi e delle collezioni speciali, concepito come work in progress, darà conto man mano. E una prossima mostra, forse, documenterà nuove e preziose collezioni aggirandosi tra ancor più estesi ed ameni dintorni.


Per il diretto e prezioso contributo fornito a vario titolo nella realizzazione dell'iniziativa un sentito ringraziamento va a Cristina Andreani, Federigo Bambi, Fausto Barbagli, Stefano Casati, Curzio Cipriani, Sara Ciruzzi, Piero Fiorelli, Ezio Godoli, Neil Harris, Donatella Limongi, Manfredo Manfredi, Fosco Maraini, Maria Grazia Marzi, Michele Paradiso, Simona Periti, Marta Poggesi, Luisa Poggi, Danilo Torri.
Un omaggio va alla memoria di Andrea Campana, prematuramente scomparso, che tante cure e tanto studio dedicò alle collezioni orientali della Biblioteca di Lettere e che tanto contribuì alla scelta delle opere di orientalistica da presentare in mostra. I suoi libri giungeranno presto ad accrescere di un nuovo fondo, dedicato alla cultura dei paesi dell'estremo Oriente, le raccolte della Biblioteca.

Maria Enrica Vadalà


NOTE

[1] I libri dello studio. Itinerari alla scoperta dei fondi storici dell'Università di Firenze, Firenze, Università degli Studi, 1998 (edizione in CD-ROM: Firenze, Bassilichi, 1998).

[2] Catalogo dei fondi speciali, Firenze, Università degli Studi, 1998.

[3] Catalogo dei fondi e delle collezioni speciali, Firenze, Università degli Studi, 201; URL: http://www.sba.unifi.it/fondi/indice.htm


AVVERTENZE

Ad ogni fondo librario o raggruppamento disciplinare documentato nelle singole sezioni seguono le schede delle relative opere. Esse si basano su un criterio di trasposizione piuttosto libera dei dati, a fini prevalentemente identificativi dei pezzi piuttosto che catalografici. Consapevoli delle difficoltà che comporta ogni tentativo di normalizzazione che prescinda dalla trascrizione diplomatica dei frontespizi, si è cercato di rendere il titolo degli esemplari antichi il pi? fedelmente possibile, rispettandone la punteggiatura e limitando gli interventi alla conversione della maiuscola in minuscola, laddove le convenzioni ortografiche o linguistiche non ne imponevano il mantenimento. I titoli molto lunghi sono stati talora abbreviati. La descrizione delle carte geografiche è puramente indicativa.
I titoli d'accesso alle schede sono stati liberamente redatti, per lo pi? attingendo alla formulazione iniziale del titolo presente sui frontespizi, privilegiando a seconda dei casi la formulazione che appariva pi? funzionale a una rapida selezione dei testi e delle immagini collegati.


Le sezioni sono state curate da:
  • Le Scienze, a cura di Claudia Burattelli
    Contributi di Roberta Barsanti (revisione web), Simona De Lucchi (Medicina), Alessio Mazzanti (Botanica), Antonella Farsetti (Scienze della terra), Maria Emanuela Frati (Antropologia), Gabriella Vagnarelli (Chimica)
  • Le scienze sociali, a cura di Lucilla Conigliello
    Contributi di Alessandra Bacci (Fondo Devoto), Federigo Bambi (Breve itinerario tra i libri giuridici), Chiara Melani (revisione web)
  • Le Lettere e Le Arti, a cura di Maria Enrica Vadalà
    Contributi di Clara Gambaro (Fondo Comparetti), Luciana Sabini (Fondo Vitelli), Giovanna Grifoni (Gli Autografi), Laura Cassi (La Geografia)
  • Architettura, a cura di Gianna Frosali

Si ringrazia 'Istituto e Museo di Storia della Scienza' per alcune immagini concesse

Fotografie di Andrea Cavaciocchi e Gianluca Savi

La realizzazione della versione web è stata curata da Manola Tagliabue


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