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Bartolus a Saxoferrato In primam [-secundam] Codicis partem
(1585)
Bartolo da Sassoferrato

Bartolus a Saxoferrato In primam [-secundam] Codicis partem. Nunc recens summa diligentia et fide emendatus, et suo candori restitutus. Cul praeter solitas adnotationes insignium doctorum Alexandri, Barbatie, Parisij, Claudij a Seissel. Pomatij, Ioannis Francisci Rouerensis, & aliorum. Nouissime accesserunt additiones Iacobi Menochii praestantiss. iuriscons. et in Patauino gymnasio interpretis celeberrimi. Cum contrarietatum conciliationibus, summarijs, & indice locupletissimo.
Venetiis, 1585.
2 v., in fol.

Bartolo (n. 1313 o 1314-m. 1357) è il maggiore tra i giureconsulti italiani di ogni tempo. Fu allievo di Cino da Pistoia, giudice e professore a Pisa e Perugia, consigliere dell'imperatore Carlo IV. Ebbe straordinaria fama ancora in vita, per la profondità del pensiero e l'acume giuridico, la capacità di sintesi, l'equilibrio. Lasciò commenti a ogni parte del Corpus iuris civilis, e molte opere minori (trattati, quaestiones, pareri legali). Le edizioni complete delle sue opere, di regola in dieci volumi in folio, sono non meno di 55 tra il 1504 e il 1846. Alla morte di Bartolo varie cattedre furono istituite per commentarne l'opera accanto alla glossa accursiana. Diede il nome a una corrente del diritto europeo, definita bartolista. Pier Paolo Parisio, cosentino (1437-1545), civilista e canonista, fu professore a Padova e Bologna, e dal 1539 cardinale. Claude de Seyssel, savoiardo, insegnante di diritto civile a Torino (1487), passò a incarichi politici in Francia, divenendo infine arcivescovo di Torino (1517).

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